Introduzione della Diffida Amministrativa.

Arriva la “diffida amministrativa”. Permetterà di regolarizzare a costo zero le mini violazioni, quelle punite cioè con una sanzione fino a 5mila euro.

Infatti, l’ispettore che in sede di verifica accerti una violazione sanabile, compiuta la prima volta in un quinquennio, diffiderà il trasgressore alla regolarizzazione entro il termine di 20 giorni.

In caso di ottemperanza, non sarà dovuta alcuna sanzione. La novità, operativa da venerdì (ossia per gli illeciti accertati a partire dal 2 agosto, anche se compiuti precedentemente) è introdotta dal dlgs n. 103/2024 pubblicato sulla GU n. 167/2024 e illustrata dall’Inl nella nota prot. n. 1357/2024, emessa ieri con il placet del ministero del lavoro.

Il provvedimento, al fine della “semplificazione dei controlli sulle attività economiche”, prevede diverse novità che incidono sull’attività di verifica dell’ispettorato, per le violazioni di alcune norme in materia di lavoro e legislazione sociale.

La nuova diffida. La nuova diffida (da non confondere con la “diffida accertativa”, già operativa e disciplinata dall’art. 13 del dlgs n. 124/2004) è introdotta dall’art. 6 del dlgs n. 103/2024.

Secondo l’Inl, è la misura che “più impatta sulle attività di controllo di competenza dell’Ispettorato”.

Per la sua applicazione sono previsti precisi presupposti che, precisa l’Inl, tutti devono essere ricorrenti. In caso contrario, cioè se la diffida amministrativa non trova applicazione, andranno seguite le “normali” procedure sanzionatorie, inclusa l’adozione della “diffida accertativa”.

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