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ITALPMI
nasce per essere una realtà che sostenga in maniera efficace la diffusione e l’adozione di strumenti quali Welfare, Sistema della Bilateralità e Sanità Integrativa, e promuova la Formazione e la Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, affiancando quel settore dell’imprenditoria rappresentata dalle Micro, Piccole e Medie Imprese, fornendo veri strumenti e opportunità di crescita ai propri associati
Sistema della Bilateralità e Formazione
ITALPMI è Partner dell’Ente Bilaterale Nazionale Confederale e dell’Organismo Paritetico Nazionale Italform
Sistema della Bilateralità e Formazione
ITALPMI è Parte Sociale costituente dell’Ente Bilaterale Nazionale Confederale E.Bi.N.Conf. e dell’Organismo Paritetico Nazionale Italform


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AGI – Un bosco della Cornovaglia, una giacca Barbour, un sorriso rilassato davanti all'obiettivo. Il 16 ottobre Kensington Palace ha diffuso un nuovo ritratto di Kate Middleton, scattato il giorno prima durante una visita non annunciata con il principe William. Le immagini accompagnano il lancio di un nuovo progetto del Royal Foundation Centre for Early Childhood, il centro fondato dalla principessa del Galles nel 2021 per dare una casa al suo lavoro sulla prima infanzia. Stavolta l'obiettivo è capire come il contatto con la natura possa sostenere lo sviluppo sociale ed emotivo di neonati e bambini piccoli.
Dietro l'obiettivo c'era Josh Shinner, un nome che a Kensington Palace conoscono bene: sono suoi gli scatti della cartolina di Natale 2023 della famiglia del Galles e i ritratti diffusi per il dodicesimo compleanno del principe George. Kate, 44 anni, posa tra gli alberi con un maglione fantasia di ME+EM sopra una camicia a fiori, la giacca Barbour e al dito l'anello di fidanzamento con zaffiro e diamanti. Niente abiti da cerimonia né sfondi istituzionali, ma un'immagine che parla la stessa lingua del progetto che presenta.
La visita a NansledanIl servizio è stato realizzato a Nansledan, il quartiere sviluppato dal Ducato di Cornovaglia alle porte di Newquay. È la Court Circular, il bollettino che registra gli impegni ufficiali della famiglia reale, a confermare che William e Kate hanno trascorso lì il pomeriggio di giovedì 15 ottobre. Lo scopo era conoscere da vicino le potenzialità dell'apprendimento all'aperto nei primi anni di vita.
Il videomessaggio della principessaIl ritratto è uscito insieme a un videomessaggio, registrato anch'esso giovedì, in cui la principessa spiega il senso dell'iniziativa. “Le nuove ricerche scientifiche dimostrano sempre di più quanto la natura sia importante per il nostro benessere fisico e psicologico” dice Kate, che poi aggiunge: “La natura è un ambiente straordinario per tutti noi e, in quest'epoca digitale dominata dalla tecnologia, trascorrere del tempo di qualità all'aria aperta non è mai stato così importante”.
Gli obiettivi della ricercaIl progetto metterà allo stesso tavolo ricercatori universitari, operatori dei servizi per l'infanzia, enti benefici e organizzazioni ambientaliste. L'obiettivo è capire in che modo l'accesso alla natura possa favorire una crescita sociale ed emotiva sana fin dai primi anni. “La mia speranza è che, attraverso questa ricerca pratica basata sulla natura, possiamo creare ambienti favorevoli che rendano la natura più accessibile, a beneficio dei neonati, dei bambini piccoli e delle loro famiglie in tutto il Regno Unito”, spiega la principessa.
I dati del sondaggioA dare la misura del problema è un sondaggio commissionato dal Centre: l'84% dei genitori è convinto che il tempo trascorso nella natura aiuti lo sviluppo e il benessere dei figli, ma solo un terzo dichiara che i propri bambini ci passano del tempo ogni giorno.
Il sostegno del Ducato di CornovagliaIl progetto porta la firma di Kate, ma William non resta a guardare. Per la prima volta il Ducato di Cornovaglia, il patrimonio che garantisce le rendite all'erede al trono, sostiene il lavoro della principessa sulla prima infanzia in veste di “partner fondatore”. Lo ha riferito il Telegraph e lo ha confermato Kensington Palace. Anche il luogo ha il suo peso, il duca e la duchessa di Cornovaglia sono i titoli secondari della coppia, che in questa regione ha trascorso con i figli anche le vacanze di Pasqua.
Il rapporto personale con la naturaIl legame tra la principessa e la natura ha anche una dimensione personale. Kate ha raccontato più volte quanto il tempo all'aperto l'abbia aiutata durante le cure contro il cancro, dal quale ha annunciato di essere in remissione nel gennaio 2025. Nello stesso anno ha pubblicato “Mother Nature”, una serie di quattro video dedicata al cambiare delle stagioni. Con il nuovo progetto, l'attenzione per l'infanzia e quella per la natura, due fili che attraversano da anni il suo impegno pubblico, si saldano in un programma di ricerca.
Una giornata per la famiglia realeLa discrezione della visita in Cornovaglia si spiega anche con il calendario di giovedì, una giornata piena per la famiglia reale. Nelle stesse ore re Carlo e la regina Camilla erano a Cardiff per la cerimonia di apertura della settima legislatura del Senedd, il Parlamento gallese. Il sovrano aveva preso parte a tutte le aperture precedenti, ma questa è stata la prima da capo di Stato. Secondo la stampa britannica, William e Kate avrebbero scelto di tenere un profilo basso proprio per lasciare la scena al re e alla regina.


AGI - L'aurora boreale rinnova il suo spettacolo nella notte artica: all'improvviso la volta celeste prende vita, lunghi veli di luce verde smeraldo ondeggiano come drappi di seta, si intrecciano e si dissolvono. Un teatro di stelle in cui la natura rivela un frammento della sua bellezza più segreta facendoci sentire infinitamente piccoli ma parte di qualcosa di immenso. Questo inverno rappresenta l'ultima occasione per ammirare le Luci del Nord al massimo del loro splendore per oltre un decennio, anzi si annuncia come la 'stagione' più intensa di questo inizio di millennio.
Un osservatorio privilegiato è stato offerto ai passeggeri della Crociera Costa Club in Norvegia, dedicata proprio all'aurora boreale. Costa Favolosa, salpata il 5 ottobre da Amburgo, ha fatto tappa a Bergen e la sera di giovedì 8 ha superato il Circolo Polare Artico. Poche ore dopo, in navigazione, c'è stato il primo avvistamento: sui parapetti di prua è scattata la caccia frenetica alla foto più suggestiva. Lo show si è ripetuto per tre sere di fila con colori e scenografie diverse ma sempre emozionanti.
Questo straordinario fenomeno in cui la scienza incontra la magia dipende dall'attività del Sole e l'attuale fase di massimo solare terminerà nel corso del 2027. In Europa il periodo migliore per osservare l'aurora boreale va da settembre a marzo. Sebbene i mesi invernali, da dicembre a febbraio, regalino le notti più lunghe e buie, anche settembre e marzo sono particolarmente indicati grazie al cosiddetto effetto equinoziale, un fenomeno per cui le aurore tendono a essere più attive in prossimità degli equinozi.
L'origine dell'aurora boreale e il ciclo solareL'aurora boreale prende il nome dalla parola latina per l'alba legata alla dea dei Romani e al greco boréas, la personificazione del Vento del Nord nella mitologia greca. Il fenomeno nasce dall'attività del Sole che emette continuamente un flusso di particelle cariche che in prossimità dei poli terrestri riescono a penetrare il campo magnetico ed entrano in collisione con l'ossigeno e l'azoto, liberando energia sotto forma di luce. Il Sole segue un ciclo di attività della durata di circa 11 anni, durante il quale si alternano periodi di attività minima e massima.
La fase di maggiore attività, chiamata massimo solare, determina un aumento della frequenza e dell'intensità delle aurore boreali. Il 25mo ciclo solare ha raggiunto il suo picco nell'ottobre 2024 e da allora il Sole è entrato nella sua fase di attività decrescente. L'attività solare, però, rimane ben al di sopra della media a lungo termine e le tempeste geomagnetiche più intense di un ciclo si verificano spesso proprio negli anni immediatamente successivi al picco.
Le condizioni del 2026 e il prossimo massimo solareIl 2026 è quindi un anno particolarmente favorevole per osservare l'aurora boreale, il 2027 sarà leggermente meno attivo ma con condizioni superiori alla media, poi l'attività solare diminuirà fino al prossimo minimo solare, previsto intorno al 2030-2031. Per assistere a un nuovo massimo solare di intensità paragonabile a quello attuale, bisognerà probabilmente attendere il periodo compreso tra il 2034 e il 2036.


AGI - Nel cuore della Maremma, nel Grossetano, vicino a Gavorrano, appena sotto il borgo medioevale di Tatti, c'è una realtà nata quasi per caso, un piccolo miracolo. Si chiama Sequerciani, 170 ettari di terra coltivata a viti (14 vigneti), ulivi, ma anche grano, ortaggi, frutta. Qui si produce vino, olio, miele, come in molti agriturismi. Ma Sequerciani è una cosa diversa perché fa della filosofia su cui è nata il motivo stesso della sua esistenza e della sua forza. Si tratta, in definitiva, di una sorta di miracolo etico. E sta diventando un modello virtuoso per tutta la Maremma.
Sequerciani è un progetto di territorio nato dalla visione dell'imprenditore e regista svizzero Ruedi Gerber, che ha scelto di restituire vita a un luogo attraverso l'agricoltura, il vino, la cucina, l'arte e le persone. Un processo lento e condiviso, modellato dal carattere della Maremma e da chi la abita da generazioni. Quando Gerber arrivò per la prima volta a Tatti, all'inizio degli anni '90, non venne con l'idea di trasformare un luogo, ma per ascoltarlo e trovare il suo angolo di pace nel mondo. Attratto dalla luce, dal silenzio e dalle storie sedimentate in quel paesaggio collinare che arriva fino al mare, entrò in un territorio ricco di saperi, di resilienza e di storie personali.
Da questo incontro è nato un percorso comune: un dialogo paziente nel quale agricoltura, architettura, ospitalità e pratica artistica si sono intrecciate, dando forma a un unico organismo culturale. Un dialogo che continua, che stratifica e arricchisce il progetto nel tempo. Qui il paesaggio non è uno sfondo, ma il punto di partenza. È ciò che guida ogni scelta, dall'agricoltura all'ospitalità, dalla cucina alla ricerca, fino alla volontà di contribuire a una nuova rinascita del borgo di Tatti.
L'agricoltura biodinamica e l'agri-ristorante PaesìaSi parla di agricoltura biodinamica, di rispetto per l'ambiente e per tutta la natura, di ritorno alle origini dell'agricoltura e della cucina, del 'farm to table', dalla fattoria alla tavola. Ma anche un'idea 'filosofica' ben precisa che mira a valorizzare e sviluppare l'economia della Maremma in cui Sequerciani può davvero diventare una sorta di modello. All'azienda fanno capo 30 produttori locali, un biodistretto che fornisce lavoro, materie prime e supporto nella produzione di vino, olio, pane, miele. Ma non solo. Adesso a rendere concreto e visibile il progetto c'è anche l'agri-ristorante 'Paesìa', immerso nel Podere, nato per essere l'espressione più completa della filosofia dell'azienda. Qui il paesaggio entra nella cucina attraverso gli orti, le erbe spontanee, i prodotti della tenuta, i vini e il ritmo delle stagioni.
La cucina dello chef Marco CrippaAlla guida della cucina c'è Marco Crippa, chef con esperienze internazionali tra Stati Uniti, Trussardi alla Scala e il ristorante stellato Nublo in Spagna. La sua cucina guarda avanti senza perdere il dialogo con la tradizione: privilegia il vegetale, la stagionalità, la precisione del gesto e una ricerca continua sull'identità del territorio. La tecnica non viene mai usata come esibizione, ma come strumento per rendere gli ingredienti più nitidi, profondi e memorabili.
I percorsi degustazione e il rispetto degli animaliAccanto a una carta essenziale e misurata, gli ospiti possono scegliere tra tre percorsi degustazione, costruiti con ritmi e profondità diverse. Ogni esperienza può essere accompagnata dagli abbinamenti con i vini Sequerciani e da una selezione di produttori locali scelti per affinità di visione, autenticità e rispetto della terra. Ed è proprio in cucina che si concretizza ciò che può fare di Sequerciani un modello guida per tutta la Maremma. "Tutto ciò che proponiamo qui viene dalla terra che coltiviamo - spiega il 47enne chef bergamasco - per cui i piatti che preparo sono a base di erbe che raccogliamo a Sequerciani. Abbiamo poi aziende che lavorano con noi, piccoli produttori della zona. Per le carni o il pesce abbiamo delle piccole aziende affiliate, ma anche per loro vale il discorso etico di base: devono trattare gli animali con rispetto e amore. Inoltre non proporrò piatti troppo popolari perché dove c'è grande richiesta, inevitabilmente c'è un'accelerazione della produzione a discapito della salute e del benessere degli animali". È proprio lo chef a sintetizzare la filosofia e il destino di Sequerciani: "Cerchiamo di creare un distretto in Maremma che offra tutto e sia autosufficiente, biodinamico, rispettoso dell'ambiente e degli animali".
Il design del ristorante e la gestione di Fabio RossiE in quest'ottica lo stesso ristorante si presenta come un esempio concreto del progetto: impatto visivo quasi nullo (in simbiosi con la natura, con vetrate che abbattono quasi le barriere tra l'interno e l'esterno), arredamento e design interni accuratissimi, dai lampadari alle decorazioni alle suppellettili. In questo la gestione e la cura del ristorante è affidata al manager e sommelier Fabio Rossi che dopo l'esperienza in Spagna è approdato e ha sposato l'idea di Ruedi Gerber.
Il recupero della tenuta e della villaNulla a Sequerciani è lasciato al caso. Dalla villa iniziale acquistata da Ruedi Gerber ha preso vita un progetto per molti versi clamoroso. Per una volta l'uomo è diventato il miglior alleato della natura. Prima che l'attuale proprietario acquistasse e riunisse i terreni nei primi anni '90 per fondare l'azienda agricola biodinamica, la tenuta storica e la villa appartenevano al marchese Barabesi Bourbon di Petrella. Quando Gerber arrivò a Tatti, la proprietà originaria si presentava come un vecchio podere in gran parte abbandonato, incolto e circondato da terreni vergini. Il regista ne ha curato il totale recupero architettonico e agricolo, trasformandolo nell'attuale complesso d'eccellenza.
L'albergo diffuso e la Fattoria di TattiLa villa è stata restaurata e adattata dal regista a sua dimora, mentre le stalle e altre costruzioni della tenuta sono diventati case per ospitare turisti e visitatori (tra cui due per gli artisti che vengono invitati a Sequerciani): una sorta di 'albergo diffuso' che si estende tra vigne, colline e il borgo medievale di Tatti dove Gerber ha adattato lo storico Palazzo Gramsci a bed and breakfast e dove, nella primavera del 2027, riaprirà la Fattoria di Tatti completamente ristrutturata con lo scopo di offrire ai turisti un'esperienza condivisa con la natura e gli abitanti del borgo (i tatterini).
Le origini dell'azienda biodinamica e le coltivazioni autoctoneL'unicità di Sequerciani, però, è nella filosofia che Ruedi Gerber ha portato e sposato fin dall'inizio. Fin da quando ha avviato la coltivazione delle viti. Per poter avere il permesso di costruire una piscina Gerber doveva trasformare la sua tenuta in agriturismo. Per cui piantò delle viti su due ettari di campi.
Sarebbe stato sufficiente per avere il permesso. Ma Ruedi è svizzero ed è cresciuto con l'idea che bisogna essere seri e non fare i furbi. Così decise di far diventare davvero agriturismo la sua tenuta, Sequerciani (chiamata così perché in passato c'erano sei querce). E da lì la scelta di creare un'azienda biodinamica, di riportare nei campi coltivazioni autoctone, anche di specie in via di estinzione. Di tentare esperimenti per recuperare sapori e tradizioni della Maremma. E così la decisione di piantare filari di uva locale e di fare vino con varietà usate spesso per tagliare altre uve più pregiate (come il Pugnitello o il Foglia tonda), di recuperare una varietà di frumento, i Grani antichi, di piantare varietà di ortaggi rari (cipolla bianca grossetana, il pomodoro canestrino toscano, l'aglio rosso di Maremma e il cece rugoso della Maremma).
La Fondazione Sequerciani Arte Terra ClimaIn un luogo dove la terra modella l'architettura e l'architettura modella l'ospitalità, l'arte emerge naturalmente - non come ornamento, ma come ricerca. Sequerciani offre palcoscenici liberi e naturali dove sviluppare la creatività in tutte le arti e dare spazio all'espressione individuale e allo scambio di idee. La sinergia tra agricoltura e arte contemporanea trova espressione nella Fondazione Sequerciani Arte Terra Clima, fondata nel 2021 da Ruedi Gerber che ha nominato Marianne Burki e Li Zhenhua - curatori internazionali noti come il duo Burki & Li - direttori artistici del progetto, con il compito di invitare artisti a Sequerciani dando vita al progetto Sequerciani Arte Clima
Le residenze artistiche e il rapporto con il territorioAlla base del progetto vi è la convinzione che una maggiore conoscenza della natura e del territorio generi nuove prospettive di cura e responsabilità. Per questo, gli artisti vengono invitati a soggiornare più volte a Sequerciani, sviluppando relazioni profonde con l'ambiente e con le persone che lavorano nella tenuta. Collaborano con studiosi, scienziati e comunità locali. Le residenze rappresentano un elemento centrale di Sequerciani Arte Clima. Gli artisti vengono selezionati dai direttori artistici per la loro pratica basata sulla ricerca e per il loro impegno individuale nei confronti delle tematiche ambientali.
Le opere permanenti e su commissioneOltre alle opere sviluppate durante le residenze - alcune delle quali restano permanentemente in situ - vengono realizzate anche opere su commissione. In collaborazione con Ruedi Gerber, i curatori selezionano artisti per la creazione di lavori destinati a contesti specifici, architettonici o naturali. Gli artisti ospiti possono inoltre proporre opere destinate a diventare permanenti.
Le souffle de Sequerciani di Alexandre JolyTra queste particolarmente affascinante e significativa, anche dal punto di vista simbolico, l'opera del 2024 dell'artista e musicista francese Alexandre Joly, 'Le souffle de Sequerciani' (Il respiro di Sequerciani). Sotto un gazebo appesa al centro c'è una pietra di 750 chili estratta dal sottosuolo del Podere sorretta da corde di pianoforte che vibrano e i suoni vengono amplificati da 16 casse di risonanza offrendo un'esperienza che fonde contemplazione ed esperienza sensoriale. L'installazione celebra la poesia del luogo, la musica sospesa delle corde e invita a percepire la connessione tra paesaggio, vento e vibrazioni sottili.


AGI - Barbara d'Urso riparte anche da YouTube. La conduttrice ha annunciato l'apertura ufficiale del suo canale sulla piattaforma e un nuovo progetto online, "Storie Incredibili", un format nel quale racconterà ogni settimana le vicende inviate direttamente dal pubblico.
"È aperto ufficialmente il mio canale YouTube, potremmo parlarci, raccontarci, posso fare quello che mi pare, possiamo fare insieme quello che ci pare", ha spiegato d'Urso, annunciando che il nuovo spazio partirà con "un primo piccolo format" dedicato alle storie ricevute dai suoi follower. "Ne racconterò insieme a voi una a settimana. Sono molto orgogliosa", ha aggiunto.
In giuria a Ballando con le StelleIl debutto su YouTube è arrivato insieme a un altro annuncio e un altro video: Barbara d'Urso sarà nella giuria della nuova edizione di "Ballando con le Stelle", in onda su Rai1. Dopo settimane di indiscrezioni, la conduttrice ha scelto proprio il nuovo canale per raccontare la sua versione della trattativa con il programma di Milly Carlucci, smentendo le voci "non vere" e le cose sbagliate "che sono state scritte".
D'Urso ha spiegato che i primi contatti con la produzione risalgono alla fine di giugno e che già a luglio aveva dato la propria disponibilità a entrare in giuria. Il contratto con la Rai, secondo il suo racconto, sarebbe invece arrivato soltanto il 17 settembre, circa due settimane prima dell'inizio della trasmissione.
La smentita sul cachetLa conduttrice ha anche smentito le voci circolate durante l'estate su presunte richieste economiche particolarmente elevate, alberghi di lusso o altre condizioni poste per partecipare al programma. "Ci sarò con il cachet che mi è stato offerto dalla Rai", ha spiegato, aggiungendo di non aver chiesto "niente di tutto quello" che è stato ipotizzato nelle scorse settimane.
D'Urso tornerà così in prima serata su Rai1, dopo aver partecipato alla precedente edizione di "Ballando con le Stelle" come concorrente. Questa volta sarà dall'altra parte del tavolo, nel ruolo di giurata. E ha smentito ricostruzioni sulla gestione dell'immagine e sulle sue presunte richieste.
La scelta di YouTubeParallelamente, però, la conduttrice sembra voler costruire uno spazio personale fuori dalla televisione tradizionale. Il progetto su YouTube le consentirà di tornare alle interviste e ai racconti di storie che hanno caratterizzato buona parte della sua carriera televisiva, ma con un rapporto più diretto con il pubblico e senza la mediazione di un palinsesto.
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Il primo esperimento sarà appunto "Storie Incredibili". Una storia alla settimana, raccolta attraverso il suo pubblico e raccontata direttamente sul nuovo canale.


AGI - La migliore pizzeria d'Italia si conferma, per il secondo anno consecutivo, 'Pepe in Grani' di Caiazzo del maestro Franco Pepe. A eleggerla una giuria di 200 giornalisti ed esperti riuniti a Roma all'evento 'Pizza Maxima', la quinta edizione dell'Oscar della pizza made in Italy che si è tenuta anche quest'anno nel monumentale Spazio Novecento all'Eur a Roma, organizzata da 'E20-Events Factory' e 'RistorAgency' e presentato da Barbara Politi.
La manifestazione ha visto l'assegnazione di ben 45 premi. Sul podio, dietro a 'Pizza in Grani' di Caiazzo (Caserta), la romana 'SEU Pizza' di Pier Daniele Seu, che si è anche aggiudicato il titolo di Miglior Pizzaiolo dell'anno, proprio davanti a Franco Pepe e a Luca Pezzetta (sesto classificato con la sua 'Clementina').
Al terzo posto Diego Vitagliano, che con la sua omonima pizzeria napoletana ha vinto il premio speciale della "Miglior carta delle Pizze". Quarto Francesco Martucci de 'I Masanielli' di Caserta, seguito da una delle rivelazioni dell'anno, Francesco Capece, Miglior Pizzaiolo Under 35 (come lo scorso anno), che con la sua 'Confine' di Milano si è aggiudicato anche il premio di Miglior pizzeria della Lombardia.
Le altre pizzerie premiateDa segnalare anche l'affermazione di Roberta Esposito de 'La contrada' di Aversa (Caserta) che ha bissato il successo dello scorso anno vincendo ancora il titolo di Miglior pizzaiola dell'anno, su Amalia Costantini di 'Mater' (Fiano Romano, RM) e Teresa Iorio di 'A pizz è femmena' (Napoli).
Delle prime dieci pizzerie classificate 5 sono campane, 3 laziali, 1 lombarda e 1 calabrese. Quest'ultima, 'Bob Alchimia a Spicchi' (Monte Paone, CZ) di Roberto Davanzo, ha portato a casa ben tre titoli, più di tutte le altre: Miglior pizzeria della Calabria, Miglior Pizza Contemporanea e Miglior servizio di sala.
Premiati anche Gino Sorbillo per 'Pop', Miglior Format, Sasà Martucci per la Migliore apertura dell'anno, a Milano, e Francesco Arnesano di 'Lievito Pizza Pane' (Roma) per la Miglior pizza al taglio. Da segnalare infine, per la Miglior Pizza Romana, la vittoria ex aequo per '180 g' di Jacopo Mercuro e 'L'Elementare' di Mirko Rizzo.
Il bilancio degli organizzatori"Siamo oltremodo soddisfatti di questa quinta edizione di Pizza Maxima - hanno dichiarato i due organizzatori Fabio Carnevali, editore di MangiaeBevi, e Vincenzo Pagano, direttore di ScattidiGusto - che hanno confermato ancora una volta la straordinaria forza del comparto pizza in Italia e il sensibile aumento del numero di pizzerie che offrono un prodotto di alta qualità. Non è facile seguirli e censirli tutti, nonostante possiamo contare sull'aiuto competente di circa 200 colleghi giornalisti da ogni angolo del Paese. Siamo contenti anche del successo della Pizza Conference che ha evidenziato il bisogno di un momento di dibattito e di confronto tra gli operatori, importante per la crescita del settore".
Franco Pepe: "La scuola italiana formi i pizzaioli""Dobbiamo creare i presupposti perché nella scuola istituzionale italiana ci sia un percorso di formazione per pizzaiolo e venga riconosciuta questa figura professionale. Ne ho parlato sia con il ministro Lollobrigida che con il ministro della Pubblica istruzione". Lo ha detto all'AGI Franco Pepe, la cui pizzeria 'Pepe in Grani' di Caiazzo (Caserta) è stata votata come la migliore d'Italia a Pizza Maxima, l'Oscar della Pizza assegnato lunedì 28 ottobre a Roma allo Spazio Novecento. A eleggerlo una giuria di 200 giornalisti ed esperti.
"Nel mondo della pizza c'è stata una grandissima evoluzione che è sotto gli occhi di tutti. Secondo me oggi è arrivato il momento anche di rallentare un attimo per un motivo importante. Noi non abbiamo chi forma i pizzaioli", ha detto Franco Pepe parlando al termine della premiazione.
"Se noi fra dieci anni vogliamo vedere alzata ancora l'asticella, abbiamo bisogno di formazione - ha spiegato ancora - non ci dimentichiamo che l'Italia è riconosciuta nel mondo per la pizza, ma nelle scuole istituzionali italiane, come gli alberghieri, gli istituti tecnici, non c'è il percorso del pizzaiolo. La figura del pizzaiolo ancora non è riconosciuta, quindi se noi non focalizziamo insieme alle istituzioni quest'urgenza di riconoscere il pizzaiolo dal punto di vista istituzionale e fare formazione sarà difficile prevedere che cosa accadrà fra dieci anni".
Pepe ha rivelato all'AGI di aver fatto un appello alle istituzioni affinché riescano a creare un percorso professionale per i giovani. "L'ho fatto come maestro d'arte all'interno di questa commissione creata dal governo - ha detto - faccio parte di questo team, ho fatto presente questa necessità, ne ho parlato sia con il ministro Lollobrigida che con il ministro della Pubblica istruzione, che c'è questa necessità di creare un percorso del pizzaiolo all'interno delle scuole istituzionali".
"Ci sono tante scuole private - ha concluso - ma a volte sono gestite da sponsor, quindi c'è una deviazione anche del pizzaiolo che viene formato. Noi dobbiamo creare i presupposti che nella scuola istituzionale italiana ci sia la figura del pizzaiolo riconosciuto".
Le migliori pizzerie d'Italia 2026 Miglior Pizzeria d’Italia: PEPE IN GRANI – Caiazzo (CE) Miglior Pizzeria d’Abruzzo: GIANGI PIZZA E RICERCA – Arielli (CH) Miglior Pizzeria della Basilicata: FANDANGO – Filiano (PZ) Miglior Pizzeria della Calabria: BOB ALCHIMIA A SPICCHI – Montepaone (CZ) Miglior Pizzeria della Campania: PEPE IN GRANI - Franco Pepe – Caiazzo (CE) Miglior Pizzeria della Emilia-Romagna: ‘O FIORE MIO – Faenza (RA) Miglior Pizzeria della Friuli-Venezia Giulia: AL CIVICOSEI – Trieste Miglior Pizzeria della Lazio: SEU PIZZA – Roma Miglior Pizzeria della Liguria: OFFICINE DEL CIBO – Sarzana (SP) Miglior Pizzeria della Lombardia: CONFINE PIZZA & CANTINA – Milano Miglior Pizzeria della Marche: MEZZOMETRO – Senigallia (AN) Miglior Pizzeria della Molise: BAS & CO. – Pesche (IS) Miglior Pizzeria della Piemonte: SESTOGUSTO – Torino Miglior Pizzeria della Puglia: LUPPOLO & FARINA – Latiano (BR) Miglior Pizzeria della Sardegna: FRAMENTO – Cagliari Miglior Pizzeria della Sicilia: SACCHARUM – Altavilla Milicia (PA) Miglior Pizzeria della Toscana: APOGEO – Pietrasanta (LU) Miglior Pizzeria della Trentino-Alto Adige: ACQUAEFARINA – Trento Miglior Pizzeria della Umbria: DA ANDREA PIZZA CONTEMPORANEA – Perugia Miglior Pizzeria della Valle d’Aosta: ISAULLE – Quart (AO) Miglior Pizzeria della Veneto: I TIGLI – San Bonifacio (VR) I migliori professionisti dell’anno 2026 Miglior Pizzaiolo dell’anno: PIER DANIELE SEU – SEU Roma + T.A.C. Roma Miglior Pizzaiola dell’anno: ROBERTA ESPOSITO – La Contrada – Aversa (CE) Miglior Pizzaiolo dell’anno under 35: FRANCESCO CAPECE – Confine Pizza e Cantina – Milano Miglior Fornaio dell’anno: GIOVANNI CAPRIELLO – Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 I premi speciali Miglior Pizza Tradizionale: L’AMMACCATA – Casal Velino (SA) La strazzata del contadino Miglior Pizza Contemporanea: BOB ALCHIMIA A SPICCHI – Monte Paone (CZ) Metamorfosi Miglior Pizza Creativa: PALAZZO PETRUCCI – Napoli Diavola Miglior Pizza Fritta: DIE’ GUSTIBUS – Giffoni Sei Casali (SA) Fritta circolare Miglior Pizza Dolce: LA BOLLA – Caserta Assoluto di mela annurca Miglior Pizza Romana: 180G – Roma e L’ELEMENTARE – Roma (ex aequo) Miglior Pizza Margherita: BRO. – Napoli Miglior Carta delle Pizze: 10 DIEGO VITAGLIANO – Napoli Miglior Carta dei Fritti: A PIZZ È FEMMENA – Teresa Iorio – Napoli Miglior Carta dei Vini: AVENIDA CALÒ - Roma Miglior Carta delle Bollicine: CLEMENTINA – Fiumicino (RM) Miglior Carta dei Cocktail: DRY – Milano Miglior Carta delle Birre: APOGEO – Pietrasanta (LU) Miglior Servizio di Sala: BOB ALCHIMIA A SPICCHI – Montepaone (CZ) Miglior Format: POP – Gino Sorbillo Miglior Catena di Pizzerie: VINCENZO CAPUANO – Napoli Miglior Nuova apertura: SASÀ MARTUCCI – Milano Miglior Comunicazione: ERRICO PORZIO – Napoli Miglior Pizza al Taglio: LIEVITO PIZZA PANE - Francesco Arnesano – Roma. Classifiche regionali 2026 ABRUZZO1. Giangi Pizza e Ricerca – Arielli (CH) 2. Impastatori Pompetti – Roseto degli Abruzzi (TE) 3. Fermenta – Chieti
BASILICATA1. Fandango – Filiano (PZ) 2. Casarsa – Potenza 3. Lucus – Atella (PZ)
CALABRIA1. Bob Alchimia a Spicchi – Montepaone (CZ) 2. Campana 12 – Corigliano (CS) 3. Vincenzo Fotia – Siderno (RC)
CAMPANIA1. Pepe in Grani - Franco Pepe – Caiazzo (CE) 2. Diego Vitagliano – Napoli 3. I Masanielli di Francesco Martucci – Caserta
EMILIA-ROMAGNA1. ‘O Fiore Mio – Faenza (RA) 2. Berberè – Bologna 3. Piccola Piedigrotta – Reggio Emilia
FRIULI - VENEZIA GIULIA1. Al Civicosei – Trieste 2. Gabin Gusto Esclamativo – Udine 3. Antonio Ferraro Laboratorio Pizza – Gorizia
LAZIO1. Seu Pizza – Roma 2. Clementina – Fiumicino (RM) 3. 180 g – Roma
LIGURIA1. Officine del Cibo – Sarzana (SP) 2. Kilo – Imperia 3. Portego de ma – Imperia
LOMBARDIA1. Confine Pizza & Cantina – Milano 2. Dry Milano – Milano 3. Modus – Milano
MARCHE1. Mezzometro – Senigallia (AN) 2. Marcello D’Erasmo (già Mamma Rosa) – Ortezzano (FM) 3. Farina Pizzeria – Pesaro (PU)
MOLISE1. Bas & Co. – Pesche (IS) 2. Al centrale – Campobasso 3. Roberto Miele Pizzaiuolo – Campobasso
PIEMONTE1. Sestogusto – Torino 2. Sileo Pizzeria – Nucetto (CN) 3. Gusto Madre – Alba (CN)
PUGLIA1. Luppolo & Farina – Latiano (BR) 2. 400 Gradi – Lecce 3. Canneto Beach 2 – Margherita di Savoia (BT)
SARDEGNA1. Framento – Cagliari 2. Maiori c/o Palazzo Doglio – Cagliari 3. Sa Scolla – Sassari
SICILIA1. Saccharum – Altavilla Milicia (PA) 2. L’Orso – Messina 3. Piano B – Palermo
TOSCANA1. Apogeo – Pietrasanta (LU) 2. Giovanni Santarpia – Firenze 3. Giotto – Firenze
TRENTINO - ALTO ADIGE1. Acquaefarina – Trento 2. Il Corso – Bolzano 3. SoulFood – Merano (BZ)
UMBRIA1. Da Andrea Pizza Contemporanea – Perugia 2. Officine Bartolini – Perugia 3. Claudio Al Vicolo – Orvieto (TR)
VALLE D'AOSTA1. iSaulle – Quart (AO) 2. Du Tunnel – Courmayeur (AO) 3. La Macina – La Salle (AO)
VENETO1. I Tigli – San Bonifacio (VR) 2. Renato Bosco Pizzeria – San Martino Buon Albergo (VR) 3. Gigi Pipa – Este (PD)
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