La cococo torna a essere la regina dei rapporti di lavoro (e con essa cresce il lavoro precario). Infatti, nel 2023 è l’unica tipologia di contratto di lavoro che vede crescere la sua utilizzazione rispetto agli anni passati e in misura significativa: le attivazioni di collaborazioni coordinate e continuative salgono dal 2,9% del 2022 al 5,5% del 2023.
Quasi raddoppiano, cioè, da un anno all’altro, aumentando del 97,7%, e con un saldo finale (differenza tra attivazioni e cessazioni di cococo) di 222.375 rapporti in più nel 2023 rispetto al 2022. È quanto emerge dal rapporto annuale 2023 delle comunicazioni obbligatorie (c.d. CO) del ministero del lavoro.
Il rapporto evidenzia, ancora, che il contratto a termine si conferma la forma più utilizzata per avviare un rapporto di lavoro (66,4% del totale attivazioni), ma l’andamento positivo cala dell’1,7% rispetto al 2022 e del 2,4% rispetto al 2021; idem i contratti a tempo indeterminato (14,2% del totale attivazioni), che calano dello 0,9% rispetto al 2022 e dello 0,7% rispetto al 2021, e gli altri contratti (apprendistato, somministrazione, tirocini, etc.).
Complessivamente nel 2023 il mercato del lavoro registra 848 mila rapporti di lavoro in più, in crescita rispetto al 2022 (461 mila unità), ma un terzo dei nuovi posti (267.942) è di tipo precario (si tratta, cioè, di contratti di lavoro non di tipo subordinato).
I dati del rapporto. Il rapporto contiene i dati annuali del 2023 delle CO registrate dal sistema informatico, online, del ministero del lavoro.
La CO rappresenta uno degli adempimenti fondamentali in materia di rapporti di lavoro (se manca, si rischia la maxi-sanzione per lavoro sommerso).
L’evento della CO può essere: avviamento al lavoro, cioè l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato (dipendente), parasubordinato o formativo, come per esempio il tirocinio; trasformazione di rapporto in corso; proroga e cessazione.
Le CO sono obbligatorie per la generalità dei contratti di lavoro dipendente, parasubordinato e formativi. Sono esclusi i lavoratori autonomi. I dati consuntivi di un anno descrivono, pertanto, l’andamento del mercato del lavoro e la sua dinamicità



