Decreto Lavoro: dal 1° luglio ulteriore riduzione del cuneo fiscale
Il taglio d’imposta in questione, valido solo da luglio a dicembre del 2023, ha la finalità di evitare che crescano i salari per via contrattuale. Infatti, l’art. 39, comma 1, del Decreto Calderone, stabilisce che, da luglio a dicembre, la misura dell’esonero aumenti del 4%. Ossia alla misura del 7% se la retribuzione mensile non supera 1.923 euro e del 6% se è superiore e fino a 2.692 euro.
Cuneo fiscale
Il cuneo fiscale corrisponde alla differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione netta e comprende le imposte sui redditi e i contributi versati dal datore di lavoro e dal lavoratore.
Decreto Lavoro
Il Decreto Lavoro ha aumentato di 4 punti la percentuale di esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore. In particolare l’esonero passa:
- dal 2 al 6 per cento, a condizione che la retribuzione imponibile non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro,
- dal 3 al 7 per cento a condizione che la retribuzione imponibile non ecceda l’importo mensile di 1.923 euro.
Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Il costo di questo intervento temporaneo è pari a 3,5 miliardi di euro la cui copertura è derivante dal minor deficit previsto per il 2023 rispetto a quanto programmato nella scorsa Legge di Bilancio (legge 197/22).
L’INPS con messaggio 1932 del 24 maggio 2023 ha fornito le indicazioni operative sull’incremento del taglio del cuneo fiscale.



