Nelle aziende sale l’occupazione in nero e cala la sicurezza sul lavoro.
Nel 2024, infatti, gli ispettori hanno dovuto fermare 15mila aziende per lavoro nero o gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, con un aumento del 34% di casi rispetto al 2023, quando i provvedimenti di sospensione dell’attività interessarono 11.174 aziende.
Il settore terziario è in testa per numero di aziende interessate, contando da solo il 59% delle imprese fermate (8.829 provvedimenti).
Le manette sono scattate per 38 persone, in aumento del 58% rispetto all’anno prima; 130 sequestri, anche questi in crescita del 51% sul 2023. I dati arrivano dalla nota n. 1418/2025 dell’INL Ispettorato Nazionale del Lavoro, con il monitoraggio 2024 dei provvedimenti di sospensione attività imprenditoriali.
Quando l’attività è sospesa
La sospensione dell’attività d’impresa è una specifica sanzione, introdotta nel 2006, allo scopo di reprimere il lavoro nero e assicurare una più efficace prevenzione degli infortuni sul lavoro.
L’ispettore deve stoppare l’attività, adottando il c.d. provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, qualora riscontri:
- almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro occupati in nero, senza preventiva «comunicazione d’instaurazione del rapporto di lavoro» (CO)
- gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro indicate dalla legge.
La sospensione è esclusa nell’ipotesi di unico occupato dell’impresa.



